Il tetto a falde caretteristiche costruttive e sua manutenzione

Il tetto a falde caretteristiche costruttive e sua manutenzione

A cosa serve: caratteristiche da rispettare

Affinché il tetto garantisca una buona copertura, deve avere delle caratteristiche fondamentali quali:

  • resistenza agli agenti atmosferici e corretto smaltimento delle acque meteoriche;
  • buona stabilità in modo da evitare lo spostamento delle tegole in caso di raffiche di vento;
  • buon isolamento termico e acustico.

Tipologie costruttive

Noterete infatti che in aree di montagna una peculiarità che caratterizza il paesaggio sono proprio i tetti con una forte pendenza, per meglio affrontare le problematiche di distribuzione del peso e di smaltimento della neve che si accumula durante le frequenti e abbondanti precipitazioni nevose durante tutto l’arco del periodo invernale.

Noterete infatti che in aree di montagna una peculiarità che caratterizza il paesaggio sono proprio i tetti con una forte pendenza, per meglio affrontare le problematiche di distribuzione del peso e di smaltimento della neve che si accumula durante le frequenti e abbondanti precipitazioni nevose durante tutto l’arco del periodo invernale.

In regioni come la nostra Liguria, ricche di cave di ardesie si avrà una forte presenza di coperture inclinate rivestite con questa pietra dal forte colore scuro. In buona parte dell’Italia invece troveremo tetti rivestiti in materiale laterizio come coppo o marsigliese con le relativi varianti, il quale conferirà il classico colore rosso-arancio che siamo abituati a vedere in regioni come la Toscana e negli antichi borghi.

Manutenzione di una copertura a falde

In base alla tipologia costruttiva la manutenzione prevederà delle fasi lavorative differenti, dettate dalla tipologia costruttiva delle strutture portanti, dal livello di degrado e dal tipo di finitura esterna, vale a dire se, ad esempio, abbiamo un edificio con tegole o ardesie fissate a ganci o a calce.

In genere le fasi operative che si rendono necessarie al fine di eliminare il consueto problema di infiltrazione delle acque meteoriche nel caso di una copertura con struttura in legno, prevedono:

  • demolizione del manto di copertura e dell’eventuale tavolato marcescente o in cattivo stato di manutenzione;
  • verifica delle condizioni delle strutture portanti ed eventuale sostituzione delle parti in pessimo stato di conservazione;
  • copertura mediante nuova posa di tavole al fine di creare il piano d’appoggio per la posa delle tegole e/o coppi;
  • posa di membrana traspirante e coibentazione termica secondo i requisiti di legge;
  • finitura superficiale con i coppi e/o tegole posti in opera a ganci o fissati a calce.

I tetti di recente realizzazione, costruiti in cemento armato, invece, avranno bisogno di meno fasi lavorative non dovendo, solitamente, intervenire sulle strutture portanti, in quanto di difficile deterioramento. Le fasi che ci interessano in questo caso sono:

  • la demolizione del manto di copertura;
  • posa di membrana traspirante e coibentazione termica secondo i requisiti di legge;
  • finitura superficiale con i coppi e/o tegole posti in opera a ganci o fissati a calce.

La finitura superficiale mediante coppi o ardesie prevede una buona manualità ed esperienza, visto che la posa si base su un processo di incastri, partendo dal basso (linea di gronda), dove verranno predisposti dei pezzi speciali e successivamente verranno posati i coppi o le ardesie fino ad arrivare al colmo dove saranno necessari altri pezzi speciali che permettono la corretta areazione della struttura e chiudono in modo impermeabile il manto di copertura. Come già anticipato la posa potrà venire mediante ganci di rame o zincati, ancorati ai travetti di legno posti al di sotto dei coppi/ardesie oppure fissati a calce, ovvero al di sotto di ogni coppo/ardesia verrà predisposta una piccola quantità di malta di calce o bastarda, sigillando le cavità.

Laddove presenti degli elementi emergenti come ad esempio camini o abbaini è necessario prevedere delle converse o “grembiuli”, posizionati al di sotto dei coppi per garantire la completa impermeabilità della struttura.

Isolamento termico

Tutte le parti dell’edificio disperdono calore ma il tetto gioca un ruolo fondamentale al fine della dispersione termica complessiva della costruzione. Oggi è possibile ridurre queste perdite energetiche isolando termicamente il tetto con materiali specifici.

L’isolamento delle coperture è essenziale per ridurre la dispersione termica comportando notevoli economie di esercizio e sensibili vantaggi in termini di comfort abitativo. L’isolamento del tetto svolge anche una funzione protettiva nei confronti della struttura, soprattutto quando questa è in legno.

 

Una copertura, oltre a risultare impermeabile all’acqua e resistente ai carichi (vento, neve, carichi accidentali, ecc.) deve essere isolata termicamente e realizzata in modo tale da prevenire l’insorgere di altre problematiche di condensa.

Tra i possibili interventi per isolare termicamente esistono sostanziali differenze nei costi e nel risparmio ottenibile in termini di consumi energetici. In particolare le dispersioni attraverso un tetto non isolato possono rappresentare più del 25% delle dispersioni totali di un edificio.

E’ pertanto opportuno, anche nel caso di ristrutturazioni, intervenire isolando adeguatamente il tetto per ridurre decisamente il fabbisogno di energia.

La tecnica migliore e con elevati costi/benefici e sicuramente l’isolamento con la realizzazione di una ventilazione sottotegola data da una sorta di camera, tra il manto isolante e quello di finitura, i tetti ventilati prefabbricati in cui lo strato di ventilazione si ottiene normalmente tramite la realizzazione di una doppia listellatura sulla quale si posano le tegole, ma anche tramite l’uso di pannelli opportunamente studiati e progettati.

Si tratta di un fattore fondamentale per la buona progettazione di una copertura a falde in quanto svolge importanti funzioni:

  • nelle regioni dove si verificano abbondanti nevicate e un elevato numero di cicli di gelo-disgelo, la ventilazione sottotegola assicura l’uniformità di temperatura in tutta la copertura, prevenendo un veloce scioglimento della neve al colmo e la formazione di ghiaccio in gronda, con conseguenti sollecitazioni del manto e possibili infiltrazioni dell’acqua;
  • in condizioni climatiche meno severe la ventilazione favorisce lo smaltimento del vapore acqueo proveniente dai locali sottostanti, evitando così le conseguenze della condensazione sotto il manto o nel sottotetto;
  • durante il periodo estivo la ventilazione, generando moti convettivi nell’intercapedine sottotegola, consente il raffrescamento diminuendo la sollecitazione termica nelle parti sottostanti della copertura.
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